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TORMARESCA: IL PATRON DELL'ENOLOGIA DI PUGLIA

cantina tormaresca

Dire Tormaresca è come dire Antinori. L'arrivo di Marchesi Antinori in Puglia è fissato al 1998, quando il Gruppo decide di installare nella Murgia barese e in Salento due tenute situate nelle aree più votate alla produzione di vigne di gran pregio.


Quella di Tormaresca è forse la storia di rinascita più convincente tra tutte quelle intraprese da Antinori. La rinascita è ovviamente quella del terroir di questa zona che, sin da epoca romana, è emblema della produzione di vino di altissimo spessore. Di fatto, sino qualche decennio prima dell'arrivo della famiglia Antinori in Puglia, il pianoro della regione era leader nazionale nella produzione di vino, almeno dal punto di vista quantitativo.


Questo lembo di terra fra l'Adriatico e lo Ionio, infatti, sino a qualche anno fa era storicamente noto per l'enorme quantità di uve prodotte. Parliamo perlopiù di grappoli da esportazione: essi venivano recisi per essere poi spediti in altre regioni di Italia e del resto del mondo, per poi essere lavorati in altre cantine.

L'arrivo degli Antinori e di Tormaresca è stato per queste uve una vera redenzione, una sorta di Rinascimento in campo enologico. Ad esser riportate agli antichi splendori sono state le Vie del Vino e le varietà autoctone dell'Aglianico, del Negramaro e del Primitivo. Si contano oggi, 25 vini DOC, ciascuno considerato un vero gioiello per chi apprezza il bere di qualità.


In Puglia, quindi, gli Antinori assieme a Renzo Cottarella si sono trovati dinanzi ad una situazione molto diversa rispetto a quella esistente in altre zone vinicole. A differenza delle altre zone d'Italia e del mondo in cui il Gruppo è dovuto partire dalla selezione dei terreni e dei vitigni, per poter ottenere dei risultati di pregio, in Puglia si è dovuto mettere in atto il lavoro contrario. I vitigni si sono mostrati da subito eccellenti e i terreni particolarmente fecondi: l'unico neo era l'assenza di strutture votate alla produzione di qualità.


Nel 2009 viene fondata Masseria Maime. Progettata da Cottarella nel segno della modernità e delle più avanguardistiche tecniche di vinificazione, Masseria Maime è circondata dal bosco e dalla campagna pugliese, puntellata da olivi secolari. Una delle prime etichette è simbolo dell'innovazione che Tormaresca vuole proporre al mercato di settore: il Fichimori, infatti, apre al rosso da bere freddo, una novità accolta con favore dagli appassionati di vino d'eccellenza.


Certamente a condurre gli Antinori in Puglia e a convincerli ad investire nel suo terroir è stato il coraggio, ma anche la passione per i vini di qualità e per la sperimentazione a tutto tondo. Le zone pugliesi che hanno maggiormente catturato l'attenzione del Gruppo sono quella di Castel del Monte e dell'Alto Salento. Entrambe le zone sono state identificate come le aree del territorio pugliese più proficue e fruttuose per i vitigni autoctoni, dal punto di vista qualitativo.

Le uve selezionate per produrre i vini firmati da Tormaresca, sono quelle della tradizione, che possiedono il più alto potenziale qualitativo: alcune di esse sono le stesse coltivate al tempo della Magna Grecia. Parliamo del Moscato Reale e del Primitivo, ma anche del Negroamaro, dell'Aglianico e del Fiano di Puglia.

Come detto, Tormaresca possiede due tenute situate nelle aree più vocate alla produzione vitivinicola. Parlo di Tenuta Bocca di Lupo e Masseria Maime, che sono i luoghi in cui si esprimono tutte le potenzialità, le qualità e peculiarità della cantina Tormaresca.


Bocca di Lupo è l'anima di Tormaresca. Nel cuore della DOC di Castel del Monte, nell'agro di Minervino Murge, la Tenuta è situata nella selvaggia murgia barese a 250 metri sul livello del mare. A distinguere i vitigni della cantina è sicuramente la grande escursione termica fra le ore diurne e notturne, ma anche la qualità e la composizione del terreno, come la presenza del vulcano Volture. All'interno della Tenuta Bocca di Lupo sono presenti diverse qualità di uve, dal Cabernet Sauvignon al Nero di Troia, dall'Aglianico al Fiano pugliese, dallo Chardonnay al Moscato Reale.


Nei pressi dell'affascinante costa adriatica, invece, trova dimora Masseria Maime. I vigneti, all'interno della masseria occupano 350 ettari e si mescolano ai boschi e alle pinete, giungendo sino al mare. 85 ettari di terreno sono destinati agli ulivi secolari, i quali, in Masseria Maime rappresentano la solidità di questo luogo alle radici più antiche e solide della Puglia.

Entrambe le tenute Tormaresca sono l'espressione migliore della volontà di valorizzare un territorio, quello pugliese, attraverso le sue tipicità enologiche. La qualità di questi terroir è proposta in maniera egregia da ogni etichetta Tormaresca, tanto che, l'azienda, si pone ormai da anni come guida del Rinascimento enologico pugliese.


Tormaresca porta avanti in Puglia i medesimi valori che da ormai 26 generazioni distinguono il Gruppo Marchesi Antinori, fra cui non si può dimenticare l'innovazione produttiva, la sperimentazione nella selezione delle uve e il rispetto delle tradizioni storiche.

Tormaresca punta all'eccellenza. A testimoniarlo sono i suoi vini, in cui si evidenzia non solo la qualità assoluta al palato ma anche la ricerca, la passione e l'attenzione alle sfumature. Il raggiungimento di questi risultati è possibile solo grazie alla capacità di Tormaresca di innovarsi continuamente privilegiando le diversità e abbattendo ogni limite. Le continue innovazioni e le costanti sperimentazioni enologiche si sviluppano sempre nel rispetto del territorio e della sua storia, perché è grazie alla cultura che oggi è possibile lavorare su un terroir unico come quello pugliese. Proprio per questa ragione, Tormaresca opera in maniera sostenibile sul territorio, cercando di minimizzare l'impatto ambientale.


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